www.leonardoflamminio.it

dall'essere sapienti all'essere agenti


Menu sito:
Salta il menu


I Viaggi narranti di Edmondo De Amicis Ediz. Impressionigrafiche


Fin dalla sua nascita l'iconografia detta ritratto o immagine verso la fine dell800 venne applicata ad uso della rappresentazione della real-tà, nel senso che si cercava di rendere il più fedelmente possibile l'immagine ritratta.
Le foto documentaristiche raffigurano infatti scene reali del momento raffigurato ma non dobbiamo dimenticare che lo stesso interesse do-cumentativo si manifestava nei confronti della realtà sociale.
L'opera della raffigurazione trovò ulteriori impieghi col passare degli anni. Come avviene probabilmente per ogni rivoluzione culturale, sociale, umana è composta anche di slogan, di parole d'ordine, di si-gle apparentemente soggetti a un destino comune: inizialmente com-prensibili solo a un nucleo ristretto di iniziati, col tempo e con il pro-gressivo affermarsi dei nuovi paradigmi culturali il loro uso si dif-fonde generando un nuovo modo interpretativo di lettura facendo emergere mutamenti non solo storici e sociali di grande portata ma anche intimi riferiti alla propri persona. Mutamenti che è necessario conoscere luoghi, persone sensazioni, ricordi che la persona di Ed-mondo De Amicis ha portato nei suoi viaggi sottolineando ancora una volta l'importanza di un concetto che abbiamo già incontrato più volte: quello di convergenza al mondo sociale comprensivo di ogni sua unicità storica.
L'iconografia creata verso la metà dell'Ottocento alimentò svariate interpretazioni del mito ormai consolidato. Le testimonianze si pos-sono ricavare dalla letteratura, dalla bibliografia, dai testi teatrali. Il riferimento ai fatti del 1860 più significativo e noto nell'ambito della letteratura educativa e dei suoi racconti di viaggio fu certamente nelle pagine deamicisiane con le sue letture storiche. Negli anni del 1880 la letteratura deamicisiana per ragazzi e adulti assistette a una proli-ferazione di pubblicazioni, grazie all'affermazione di case editrici nazionali specializzate e alla fioritura dell'arte grafica. Tra gli obiettivi di questo mio lavoro va indicato in primo luogo il raggiungimento di un completo aggiornamento di elementi di orientamento storio-grafico, iconografico e metodologico intorno alla figura di Edmondo De Amicis. Le immagini che saranno raffigurate in questo testo propongono in particolare la formazione e possesso di conoscenze di tutte le oper Deamicisiane con capacità specifiche di reperimento, trattamento, conservazione di fonti di scrittura e iconografiche pro-venienti da archivi privati rimodellano aspetti del passato, in un in-treccio in cui la storia viene avvalorata dall'immagine con intrecci e comparazioni tra tradizione di contemporaneistica in senso proprio: aspetti di storia sociale legati all'avvento della società di massa, fon-dati sulla raccolta e lo studio di fonti nuove come le scritture private di gente comune e le fonti iconografiche a circolazione di massa, i fenomeni della mobilita geografica e della migrazioni, con particolare riferimento alla radice nord e sud-americana ricreano stori e racconti su basi di lettura nuovi , trascinando il lettore in viaggi ormai dimenticati da legami e forme espressive del nostro tempo: incisioni. xilografiche di resoconti di storia in viaggi narranti compiuti da De Amicis, soste impreviste in terre lontane giovarono allo scrittore per raccogliere ampi materiali di osservazione sulle popolazioni locali e sul paesaggio. I libro con compendio iconografico costituiscono uno dei primi e più felici esempi della nutrita produzione verso "una massa " popolare in piena formazione e crescita corredando icono-graficamente dei disegni xilografici originali, che ne aumentarono il fascino e la fruibilità per i nuovi componenti della "Nuova Italia.
Tutte le opere Deamicisiane propongono selezione di documenti fo-tografici e bibliografici che delineano le tappe più significative del percorso letterario dello scrittore onegliese (Oneglia, 21 ottobre 1846 - Bordighera, 11 marzo 1908).


Le immagini qui rappresentate presentano ritratti e disegni d'epoca da me accuratamente selezionate dalla collezione privata della Dott.ssa Galletti Renata a Genova, la quale ha contribuito, metten-domi a disposizione tutta la sua collezione Deamicisiana, alla messa in cantiere di questo mia opera. In questi libri ho riscoperto un grande patrimonio fotografico estremamente ricco e composito, dove Edmondo De Amicis padroneggia nella sua destrezza narrativa tra la famiglia, le amicizie, gli artisti, gli esploratori inserendo nei suoi rac-conti le esperienze di viaggio con l'aiuto della tecnica Xilografica rendendo ancora più complesso il suo laboratorio storico/ letterario.
Le immagini si snoderanno in una sequenza rigorosamente cronolo-gica addentrandosi nel rigore bibliografico mediante l'esposizione delle prime edizioni e delle prime edizioni illustrate delle opere pub-blicate in vita da Edmondo De Amicis: il percorso include quasi tutta l'intera produzione letteraria di Edmondo De Amicis.
De Amicis fa sua la parola d'ordine di Massimo D'Azeglio che "fatta l'Italia, bisognava fare gli italiani". Quale Italia e quale idea di nazio-ne viene fuori dalle pagine raccontate in un'Italia borghese e nello stesso tempo di socialista coniugando gli ideali risorgimentali di nuovi uomini. Edmondo De Amicis inserisce nei suoi romanzi tavole iconografiche dell'epoca come guida ineguagliabile dei suoi viaggi narranti.

La nostra vita quotidiana è intessuta di immagini E' corretto parlare della civiltà contemporanea in termini di "civiltà delle immagini", nonostante il concetto di immagine sia da sempre legato a quello di civiltà. La rappresentazione visiva delle cose, infatti, è il tramite per eccellenza tra noi ed il mondo che ci circonda. La differenza, ad oggi, è di natura quantitativa: un flusso indifferenziato di immagini c'investe costantemente nel nostro quotidiano, sia nella dimensione pubblica, sia in quella privata. Il potere dell'immagine va oltre il lin-guaggio scritto e parlato, perché supera il vincolo che lega emittente e destinatario alla condivisione di regole sintattiche. L'immagine comunica senza mediazioni e la sua percezione è diretta, anche se non porta all'individuazione di un significato univoco: ogni immagine, oltre a descrivere un elemento della realtà, è essa stessa un elemento della realtà, ma anche la rappresentazione di qualcosa di diverso da sé, la cui natura è instabile e i cui significati dipendono dallo spazio, dal tempo e dalle situazioni.
Le immagini comunicano, sempre e in ogni modo. Con ogni artefatto visivo abbiamo un rapporto dialettico che stimola le nostre interpre-tazioni: sia l'immagine una pura espressione artistica, ricreativa, op-pure veicolo per influenzare le nostre scelte o per incanalare la nostra attenzione.
L'arte del comunicatore implica l'applicazione di regole e codici che garantiscono gli esiti conoscitivi della rappresentazione e la determi-nazione di condizioni che indicano una relazione congruente tra la rappresentazione e ciò che vogliamo esprimere e il nostro ricordo. In tutto questo Edmondo De Amicis e riuscito ad coinvolgere il lettore il quel mondo tutto suo riportandolo sempre a quella destinazione mai ultima ma punto di partenza di un nuovo racconto.

Copertina

[…] "M'AVVIAI ALLA STAZIONE DI PARTENZA CON UN BUON UMORE DI UN CONDANNATO AI FERRI... MI TROVAI DI FACCIA ALL'ENORME SFERA DI SETA CINESE CHE DOVEVA PORTARMI DOVE NON DESIDERAVO ANDARE.
"TI SEI DIVERTITO? - MI DOMANDARONO I MIEI COMPAGNI - UN'ALTRA VOLTA FAREMO UN'ASCENSIONE LIBERA...". FIGURATEVI! - RISPOSI - NON VEDO L'ORA. MA SOGGIUNSI IN CUOR MIO: SÌ, ALL'ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE
DI CARMAGNOLA" .

E.De Amicis, Ricordi d'infanzia e di scuola, Milano, Fratelli Treves Editori, 1901


Il ruolo delle immagini e delle parole è fondamentale fin dalle origini dell'umanità. L'immagine disegnata è più antica della parola scritta; lingua e arte sono nate, e si sono evolute, insieme. E insieme distin-guono l'uomo dagli altri animali.
Uno dei problemi è che tendiamo a percepirla come "vera, uguale a ciò che vedremmo se fossimo lì a guardare con i nostri occhi. Non lo è mai. È sempre, in qualche modo, un'interpretazione. È importante imparare a "interpretare" le immagini collocandole nel giusto contesto per capire qual è il loro reale significato.
Ogni strumento espressivo, di comunicazione o di informazione, de-ve essere usato secondo il suo ruolo e la sua funzionalità. E quando si combinano parola e immagine, se le loro interazioni sono ben conge-gnate, l'insieme può essere molto efficace.
Se non è pensabile umanità senza parola e senza arti figurative, non è neppure concepibile senza poesia. Anche quando la poesia non è le-gata a precise metriche, è comunque una forma espressiva in cui il

Edmondo De Amicis riesce a dare luce e significato alle sue opere attraverso la sinergia della parola con la raffigurazione artistica
Che cosa accade quando si mescolano parola e immagine?
In Edmondo De Amicis parola e immagine congiungono allo stesso esito: la scrittura è l'ampia incubazione dei suoi ricordi mescolati
nell'incisività della figurazione, l'intuizione di un racconto per rac-contarsi, per raccontare la sua vita. Io penso che chiunque abbia tra i suoi progetti quello di lavorare in ambito pedagogico debba porsi il problema di educarsi e di educare gli individui che incontrerà sul suo cammino professionale alla capacità di padroneggiare una molteplicità di linguaggi diversi, da quello verbale, a quello iconico, non solo per avere la possibilità di comprendere i codici attraverso i quali si esprime e si esprimeva la società complessa e frammentata in cuinoi stiamo "viaggiando", ma anche per imparare a comunicare sé stessi, la propria opinione, i propri sentimenti in modo chiaro e consapevole, sviluppando al contempo le proprie abilità come ho potuto riscontrare in questo mio lavoro. Edmondo De Amicis ha rimescolato un
campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato per affrontare qualsiasi racconto e riproporlo in molte-plici sfaccettature; ogni persona è portatrice di storie, ricordi, vissuti, e anche di dubbi e di contraddizioni da comprendere.
De Amicis ha fornito gli strumenti comunicativi per un racconto fluido, pieno di personali sfaccettature che possono essere ogni volta combinate in diverso modo consento di raccontare e di raccontarsi, di esprimere la propria interiorità, di conoscere ciò che lo circonda e condividendo con altri soggetti, altri gruppi, altre culture il proprio modo di essere.
Edmondo De Amicis con i suoi racconti di viaggio, rafforzati da una iconografia pregevole e dal doppio codice del racconto, dialoga con ciò che non ha parola" liberando il lettore di ogni sbarramento tem-porale. In questo scenario lo scrittore ha una dimensione più quoti-diana con un respiro cosmopolita: sono queste le coordinate intorno alle quali ruota la bibliografica e iconografica di De Amicis dal quale emerge nitido il profilo cosmopolita del letterato ma anche la di-mensione più propriamente privata ed intima dello scrittore: la fami-glia, le amicizie, la passione della montagna, le esperienze di viaggio.
Per concludere, le riflessioni che hanno accompagnato questo lavoro sono state ricche ed intense... Da una parte mi sembra di aver detto tutto e dall'altra mi accorgo di quanto io abbia trattato solo una mi-nima parte di un tema così vasto, attuale e delicato perché parlare di Edmondo De Amici e del suo modo di concepire il racconto mi ha portato ad un concetto di cambiamento. Il cambiamento è faticoso e comporta nuove alternative, non costringe ad abbandonare il già co-nosciuto ma permette di assemblare il vecchio e il nuovo in una mo-dalità alternativa che porta alla scoperta. Questa idea trova un essen-ziale completamento nella scelta fotografica, che deve rispondere a precisi requisiti: l'immagine nei suoi racconti illustrati lo scopo di suggerire al lettore un'atmosfera o un'emozione, invece di una de-scrizione. Si evita ogni tendenza cronachistica o didascalica. Le im-magini raccontano un luogo, un personaggio, una storia senza indu-giare in un atteggiamento eccessivamente descrittivo. Una selezione ristretta di immagini, dunque, in grado però di esprimere autonoma-mente un vero e proprio racconto con una grande forza evocativa. Termino il mio lavoro immaginando il cammino di Edmondo De Amicis nei meandri dei suoi racconti, immedesimandomi in quel vagabondare nelle sue città, ricche di storia , ricche di ricordi che hanno portato all'unificazione dell'Italia e dei "suoi Italiani".

Pallone

Bibliografia


E. De Amicis, Marocco - disegni originali di Stefano Ussi e C.Biseo, Milano, Fratelli Treves Editori, 1876.

E. De Amicis, Il Vino- Undici conferenze, Torino-Roma, Er-manno Loescher, 1880.

E. De Amicis, Costantinopoli - illustrato da C. Biseo, Milano, Fratelli Treves Editori, 1882.

E. De Amicis, Gli Amici, Vol,I-II., Milano, Fratelli Treves Edi-tori, 1883.

E. De Amicis, Ricordi di Parigi , Milano, Fratelli Treves Edito-ri, 1886.

E. De Amicis, Alle Porte d'Italia, Fratelli Treves Editori, 1888.

E. De Amicis, Sull'Oceano con 191 disegni di Arnaldo Ferra-gutti, Milano, Fratelli Treves Editori, 1890.

E. De Amicis, Il romanzo di un maestro, Milano, Fratelli Treves Editori,1890.

E. De Amicis, Amore e ginnastica, Milano, Fratelli Treves Edi-tori, 1892.

E. De Amicis, Questione sociale- Raccolta di articoli da il grido del popolo di Torino, Milano, Fratelli Treves Editori, 1894.

E. De Amicis, Spagna, Firenze, G.Barbera Editore, 1894

E. De Amicis, La maestrina degli operai, Milano, Fratelli Tre-ves Editori, 1895

E. De Amicis, Emmanuel Philibert a Pignerol, Geneve, Ch.Eggiman & C Editeurs,1895.

E. De Amicis, La Lettera Anonima - Illustrata da Mainardo Pa-gani e Ettore Ximenes, Milano, Fratelli Treves Editori, 1896.

E. De Amicis, In America, Roma, Enrico Voghera Editore, 1897.

E. De Amicis, Speranze e glorie: Le Tre Capitali: Torino, Fi-renze e Roma, Catania, Edizione Giannotta, 1898.

E. De Amicis, La carrozza di tutti, Milano, Fratelli Treves Edi-tori, 1899.

E. De Amicis, Ricordi d'Infanzia e di Scuola, Milano, Fratelli Treves Editori, 1901.

E. De Amicis, Capo d'Anno - Pagine parlate, Milano, Fratelli Treves Editori, 1902.

E. De Amicis, L'idioma gentile, Milano, Fratelli Treves Editori, 1905.

E. De Amicis, Nel Regno del Cervino-Nuovi bozzetti e raccon-ti, Milano, Fratelli Treves Editori, 1905.

E. De Amicis, Ricordi d'un viaggio in Sicilia, Catania, Cv. Ni-colò Giannotta Editore, 1908.

E. De Amicis, Nuovi ritratti letterari e artistici, Milano, Fratelli Treves Editori, 1908.

E. De Amicis, Nel Regno dell'Amore- Paradiso e Purgatorio: Un Don Giovanni Innocente. Illustrato da G.Amato e R.Salvadori, Milano, Fratelli Treves Editori, 1908.

E. De Amicis, Nuovi Racconti e Bozzetti, Milano, Fratelli Tre-ves Editori, 1908.

E. De Amicis, Ritratti Letterari, Milano, Fratelli Treves Editori, 1908.

E. De Amicis, Ricordi di Londra seguiti da una visita ai quartieri poveri di Londra di L.Simonin, Milano, Fratelli Treves Editori, 1909.

E. De Amicis, Ultime pagine: Il Cinematografo cerebrale, Mi-lano, Fratelli Treves Editori,1909.

E. De Amicis, Primo Maggio, Milano, Fratelli Treves Editori, 1910.

E. De Amicis, Lotte Civili, Milano, Fratelli Treves Editori, 1910.

E. De Amicis, Novelle, Sesto San Giovanni, Madella, 1913.

E. De Amicis, Ai Ragazi, Milano, Fratelli Treves Editori, 1913.

E. De Amicis, Olanda, Sesto San Giovanni, Casa Editrice Ma-della, 1915

E. De Amicis, La vita militare. Bozzetti - Nuova edizione illu-strata da Bignami, Patania, Paolucci, Ximenes, Amato e Colan-toni, Milano, Fratelli Treves Editori, 1920.

E. De Amicis, Cuore, libro per ragazzi con disegni di A.Ferraguti, E.Nardi e A.G.Sartorio, Milano, Fratelli Treves Editori, 1927

E. De Amicis, Francesco Tamagno, Palermo, Casa Editrice Sal-vatore Biondo, S.D.

Compendio Iconografico Deamicisiano

Ai Ragazzi
Alfredo Oriani a cura di G.Spadolini
Alle Porte d'Italia
Capo d'Anno
Cinematografo Cerebrale
Costantinopoli
Cuore
Delizie del Parlare Toscano
Emmanuel Philibert a Pignerol
Felice Cavallotti
Francesco Tamagno
Gli Amici
I Ricordi del 1870-71
Il Monte Cervino
Il Romanzo d'un Maestro
Il Vino - Undici Conferenze
In America
In Salotto
La Carrozza di Tutti
La Lettera Anonima
La Maestrina degli Operai
La Vita Militare
Le Poesie di Neri Tanfucio
Le Tre Capitali
L'Idioma Gentile
Lotte civili
Manzoni e De Amicis
Marocco
Memorie
Mostra Centenario Città di Imperia
Nel Regno Dell'Amore
Novelle
Nuovi Bozzetti e Racconti
Olanda
Poesie
Primo Maggio
Ricordi di Londra
Ricordi di Parigi
Ricordi di un viaggio in Sicilia
Ricordi d'Infanzia e di Scuola
Ritratti Letterari
Sammaruga
Soldato Poggio
Spagna
Speranze e Glorie
Sull'Oceano
Torino


Gli Artisti che illustrarono le opere Deamicisiane

Amato Gennaro
Barberis Giuseppe
Bignami Vespasiano
Bini Claudio
Biseo Cesare
Bruno Garibaldi Giuseppe
Canedi Francesco
Centenari Amrogio
Colantoni
Fattori Giovanni
Ferraguti Arnaldo
Gamberoni F.
Junck Enrico
Mancastropa Ernesto
Matania Eduardo
Mazzanti Enrico
Nardi Enrico
Pagani Mainardo
Paolocci Domenico
Pellegrini Riccardo
Rubino Edoardo
Salvadori Riccardo
Sartorio Giulio Aristide
Ussi Stefano
Ximenes Edoardo
Ximenes Ettore

Pallone aereo


| flamminio@libero.it

Torna ai contenuti | Torna al menu