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Pedagogicamentis - La Clessidra Pedagogica Ediz. Impressionigrafiche


Viviamo nella società dell'informazione, società in cui è necessario approfondire il dialogo interculturale, lo scambio di conoscenze, la scoperta scientifica. Le risorse umane sono più che mai elemento cardine delle nuove organizzazioni e il lavoro delle persone diviene progressivamente più complesso, basato sull'interazione con sistemi tecnologici, che richiedono capacità e conoscenze: Sapere, Saper Fare, Saper Essere.
Il Sapere riguarda la conoscenza teorica, il quadro di riferimento in cui inserire il proprio operare, dove è importante una costante disponibilità all'aggiornamento, all'ampliamento delle proprie conoscenze inte-grandole anche con orientamenti diversi. Il Saper fare è la pratica. La gestione delle dinamiche interpersonali, il rispecchiamento e l' accoglienza delle emozioni, la lettura del linguaggio corporeo, la gestione delle proiezioni - proprie e dell'interlocutore - sono abilità che si sviluppano nell'ambito di un gruppo di formazione.
Il Saper essere è il punto più delicato, riguarda la capacità dell' educa-tore di esserci nella relazione e quindi di conoscere bene se stesso, pri-ma di tutto. Il lavoro interiore in prima persona è parte integrante del percorso formativo della professione di educatore che deve sviluppare doti di introspezione e acquisire una buona dimestichezza con le pro-blematiche personali ancora irrisolte. Tutti quegli atteggiamenti che dovranno essere utilizzati con un educando, dovrà metterli in atto prima di tutto con se stesso: ascolto, empatia, accettazione e rispetto.
Le "materie prime" della realtà che ci circonda sono l'informazione, la comunicazione e la conoscenza, ma la chiave di tutto credo che sia la formazione, quella formazione che non si ferma , ma che ci accompagna nel lungo viaggio chiamato vita, che cambia e si evolve con noi a seconda delle sfide che incontriamo nel nostro cammino.
La cultura scolastica che non è cultura reale, la vita di classe che non è vita di gruppo, il codice linguistico che non è lingua di tutti, la perpetuazione di modelli comportamentali obsoleti, i metodi d'insegnamento non più rispondenti alle necessità della vita con-temporanea, sono le caratteristiche dalla scuola tradizionale, di quell'oceano nel quale emergono sperdute isole felici ma così sparute che talora sono prese per miraggi.
E' anche vero che, superata la concezione burocratica della cultura che sottraeva ogni potere decisionale alle famiglie e ai cittadini in genere, la partecipazione degli adulti non insegnanti al processo educativo può creare un reale rapporto tra scuola e vita.
Il rapporto educativo è un rapporto sociale, cioè è più ampio del rap-porto a due educatore-educando. La stessa professionalità del Docente ha una dimensione sociale: a lui si richiedono competenze relative a determinate situazioni e conoscenze specifiche, ma anche la capacità di adottare strumenti tecnici aggiornati. Insistere sulla dimensione sociale del ruolo degli insegnanti e sulla competenza pedagogica, non significa soltanto mettere chiunque in guardia contro il misero primato della didattica e delle tecnologie in genere, ma significa anche rivendicare la concretezza dei problemi e l'aderenza al reale.
La tecnologia dell'educazione (in una parola l'insegnamento) vuol essere fondata sulla competenza. La crisi della società non può risolversi che attraverso un progetto di trasformazione globale. Il progresso scientifico e tecnologico è divenuto talmente rapido da causare squilibri psicologici derivanti dal non sapersi adattare ad un presente che si trasforma continuamente. La tecnologia, soprattutto attraverso i mezzi di comunicazione, ha oggi un ruolo predominate (basti ricordare che i ragazzi trascorrono molto più tempo davanti al personal computer che a scuola) e probabilmente avrà un ruolo ancora maggiore nei prossimi anni rendono sempre più massiccia l'aggressione dei mezzi tecnologici.
Elaboratori elettronici potentissimi, rendono sempre più massiccia l'influenza tecnologica sull'educazione. Ma tali mezzi offrono vera-mente nuove possibilità d'apprendimento, d'istruzione, d'educazione?
I nuovi mezzi, i nuovi sistemi di comunicazione e di trasmissione del sapere offrono veramente nuove possibilità d'istruzione, d'apprendimento, d'educazione? In ogni caso tali mezzi sono l'espressione del nostro tempo che determinano il nostro modo di vita e possiamo occuparcene, anche solo per denunciarne i pericoli e le incongruenze o, meglio, per imparare a servircene e che per chiedere il controllo democratico dei sistemi dell'informazione e di comunicazione di massa.
Ma la comunicazione si attua non solo attraverso il linguaggio orale. Oltre al linguaggio degli oggetti, esiste oggi, il linguaggio delle immagini. In particolare, lo sviluppo della rete /internet ha fatto sì che il mondo sia diventato più piccolo e la diffusione delle comunicazioni rapidissima. La nostra epoca è dunque caratterizzata da un notevole sviluppo nel campo delle immagini così come nel campo delle comunicazioni in genere. La comunicazione non si attua più solamen-te attraverso i canali tradizionali del leggere, dello scrivere, del parlare… ora il canale privilegiato è internet, i social network, tutto ciò che "naviga in rete"
L'evoluzione tecnologica nel campo della comunicazione perciò è destinata ad influenzare sempre più i processi d'insegnamento-apprendimento, nella scuola e in qualsiasi altra situazione educativa; la tecnologia moderna offre alla scuola una vasta gamma di "macchine" la cui utilizzazione implica una ristrutturazione del sistema educativo che non si basa più solo sulla trasmissione della conoscenza, ma ne insegna i processi d'acquisizione.
Questi nuovi strumenti non vanno intesi come "sussidi " che semplicemente si affiancano all'insegnamento, ma devono essere contenuti nella "nostra cassetta degli attrezzi" per il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Ci ritroviamo, paradossalmente, come negli anni della Rivoluzione Industriale, quando all' uomo veniva richiesta una nuova preparazione, più completa e diversa da quella necessaria ad una società basata esclusivamente sulla produzione agricola; oggi viviamo la stessa esigenza di innovazione formativa, dove sono fondamentali la continuità conoscitiva, nuove capacità costruttive e relazionali.
Occorrono nuove strategie didattiche orientate allo sviluppo di nuove risorse umane, senza tralasciare il forte influsso scientifico e tecnologico presente nella nostra quotidianità.
Gli strumenti con cui il sapere viene divulgato e le ricerche nel campo delle tecnologie dell'informazione applicate ai processi di apprendimento di formazione hanno una rilevanza strategica sia dal punto di vista culturale che economico; da ciò emerge la necessità di sviluppare le potenzialità delle diverse tecnologie e in particolare gli strumenti per supportare prodotti che permettano di far acquisire il sapere in modo critico ed operativo.
Gli strumenti con cui il sapere viene divulgato e le ricerche nel campo delle tecnologie dell'informazione applicate ai processi di apprendimento di formazione hanno una rilevanza strategica sia dal punto di vista culturale che professionale.
L'introduzione delle nuove tecnologie nel mondo dell'istruzione rappresenta una delle più importanti sfide nel processo riformatore di questa realtà. Oggi, nel mondo della scuola, si riscontra un forte divario nell'utilizzo delle nuove tecnologie, infatti, i ragazzi sono già abituati ad utilizzare strumenti tecnologici in tutte le altre attività della loro vita quotidiana.
Pertanto il cambiamento della didattica odierna richiede una vera e propria "riforma per l'apprendimento": sviluppare contenuti didattici digitali a supporto della didattica tradizionale, sottolineando il ruolo chiave dei docenti e degli educatori che uniscono il loro ruolo istituzionale al nuovo rapporto con i discenti, diventando mediatori e facilitatori, e rendendo la scuola e l'università luoghi di istruzione e crescita per l'uomo del domani.

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La sistematica effettuazione di valutazioni delle prestazioni "ad personam" è oggi uno strumento di gestione basilare per operare nel campo comunicazionale tra i vari attori sociali che gravitano intorno al cosi detto W.W.W. (World Wide Web), strumento indispensabile nel raggiungimento di obiettivi prefissati e migliorativi che circonda il nostro "essere virtuali" di oggi: la rete delle informazione deve essere considerata tutti gli effetti come una risorsa avente uno specifico valore di crescita sia a livello individuale che sociale in modo da soddisfare le mutevoli esigenze ed aspettative delle varie parti sociali interessate. Gli stili di vita che sono predominanti in una società sono dunque il punto di partenza e di arrivo, sempre provvisorio, di un processo di trasformazione. Ciò si traduce in una indicazione di metodo: infatti la promozione della salute opera soprattutto nel contesto sia sociale che ambientale, attivando opportunità e ristruttu-rando significati, e colloca i problemi individuali all'interno del quadro complessivo degli stili di vita e delle concezioni di salute delle persone. Il disordine è indotto dall'ambiente, dalle condizioni e dallo stile di vita, dunque la salute è garantita da un equilibrio che è il risultato complessivo del bilanciamento tra più fattori: igiene, alimentazione mantenimento di un organismo efficiente, lavorare in un ambiente salubre, di cui il buon funzionamento dipende più da valori base della vita propria e dalle proprie abitudini che da parametri imposti dall'attuale società". Strategicamente il processo di trasferimento di informazioni tra persone e gruppi (il comunicare) rappresenta uno dei pilastri della "qualità" perché permette il coinvolgimento di tutti nei processi sociali di miglioramento. Un perfezionamento del processo di comunicazione consente una migliore capacità di rispondere alle richieste attive che quotidianamente ci vengono richieste da input organizzativi sempre più incessanti. i. I miglioramenti avvengono per piccoli passi, grazie all'azione di tutti gli attori che, responsabilmente, cooperano al miglioramento delle performances sociali sollecitati da mirate strategie organizzative qualsiasi esse siano. Tale azione scatena motivazioni di gruppo creando condizioni che, permettendo all'individuo di seguire la sua natura, gli consentano di esprimere le sue potenzialità e di soddisfare dette esigenze. In passato si è ritenuto che l'incentivo economico fosse il mezzo più potente per spingere le persone a fare un buon lavoro; in realtà se non c'è consenso, o meglio se non c'è percezione, in chi lavora, che quanto sta facendo risponde alle sue aspettative di essere umano, diventa impossibile perseguire la qualità. L'insieme che delle caratterizzano le varie procedure in stimoli/imput favorevoli conferiscono ad essa la capacità di soddisfare esigenze espresse ed implicite. Proprio per tale motivo, l'obiettivo è quello di valorizzare le capacità delle risorse umane attraverso l'istruzione, la formazione e la motivazione, al fine di consentire la liberazione dell'energia creativa dei singoli individui che possono in tal modo arricchire l'organizzazione sociale con le loro doti che confluisce ad un riconoscimento non solo economico ma anche morale degli sforzi. Riprendendo il "fattore Kaizen" quale fatto-re/elemento della nostra vita si merita di essere migliorata costantemente: Kaizen significa letteralmente: cambiare (kai) per diventare buono (zen). Oggi il Pedagogista deve attuare un processo inverso per attuare il passaggio da un professionista "sapiente" ad un professionista che si dedica al fattore pratico dell'attività pedagogica facendo affidamento soprattutto sulla trasmissione delle abilità e delle doti … insomma ritornare "da maestro ad apprendista" in questo nuovo scenario tecnologico. Come sempre gli strumenti non rappresentano in sé un valore assoluto, ma possono, se utilizzati nelle condizioni ottimali, consentire il raggiungimento di alti livelli qualitativi. Anche su questo versante, attraverso precisi riferimenti sociali molte difficoltà sono state superate e le strategie usate si sono mostrate un valido supporto all'intero degli attori che alimentano il w.w.w., permettendo loro una migliore interiorizzazione nelle aree di ulteriore intervento e di pratica per alimentare la nostra "education live": i bisogni, le motivazioni e le emozioni che stanno dietro l'utilizzo degli strumenti multimediali da parte della nostra "society" che deve comprendere e proporre nuovi modelli educativi affinché, nell'utilizzo di tali strumenti, i nativi digitali ,nuovi o vecchi che siano saranno in grado di sviluppare una serie autonomia agente che faccia riflettere sulla trasversalità di ogni singolo attore che "naviga nella grande autostrada della rete" Così facendo si innesta l'utilizzo di strumenti che facilitano la "visualizzazione" e la comprensione di innumerevoli concetti consentendo di acquisire competenze/esperienze con sem-plicità e naturalezza.

T.A.S.C.A.


In questa evoluzione personale non dobbiamo dimenticare la T.A.S.C.A., il tessuto connettivo tra il mondo sociale e i meccanismi educativi/formativi: chi non comunica non esiste nella società dell'informazione, quindi per esistere bisogna saper conoscere e comunicare efficacemente per trarre insegnamento dal passato, scandagliare il presente, costruire il futuro.

T = Territorio:

si può intendere la nostra regione, città, quartiere. Ogni Territorio presenterà luoghi diversi per l'apprendimento. Infatti, non ci saranno le stesse opportunità, a livello scolastico, tra un paesino di montagna e una città; difficilmente, nel paesino, si troveranno scuole di grado superiore alle primarie mentre in città, più facilmente, si troveranno maggiori istituzioni educative, dagli asili nido alle università.

A= Ambiente:

si intende il luogo che ci circonda, durante l'apprendimento, con tutto l'insieme di apparati. Il luogo dell'apprendimento può essere un'aula o una casa o un'altra stanza qualsiasi, ma ciò di cui bisogna tener conto è che, l'insieme delle sue caratteristiche, influenza l'apprendimento. L'ambiente può, quindi, essere principalmente informativo, d'interazione, di distribuzione e d'interazione.

S= Società:

si intende un gruppo di persone che condivide gli stessi interessi. Nel caso dell'apprendimento, si tratta di individui con cui scambiare idee, da cui trarre insegnamenti, a cui dare consigli. Quando queste persone non condividono gli stessi interessi, si crea uno squilibrio che genera la mancanza di attenzione e di voglia nell'apprendimento. A volte, quando si ascolta qualcosa che non è di interesse, si tende a distrarsi interrompendo il momento cognitivo è importante, invece, che chi sta comunicando sappia catturare l'attenzione.

C = Contesto:

intendiamo la traccia su cui muove l'apprendimento. Infatti, se si vuole che questo raggiunga l'obiettivo prefissato, deve seguire un percorso che non sia dispersivo, ma piuttosto efficace. Quindi, dovrà essere un contesto capace di catturare la nostra attenzione e di mantenerla sempre attiva, interessandoci. Per esempio, se si sta seguendo una lezione dov'è solo il docente a parlare, l'attenzione tenderà a calare, ma se c'è la possibilità di interagire con i docenti e i compagni e la comunicazione è anche supportata da tecnologie, il livello di attenzione rimarrà alto più a lungo.

A = Ambito:

si può pensare allo spazio delimitato in cui il gruppo sta lavorando. Quindi, lo spazio sarà delimitato dalla struttura o dal luogo in cui ci si trova durante l'apprendimento ma ciò non significa che bisogna limitarsi a quell'ambiente didattico. L'ambiente didattico è an-che un luogo in cui si mettono in atto strategie e procedure per assemblare processi dell'apprendimento che ciascun individuo attua, in un'interazione esplorativa e adattiva, elaborando modalità peculiari per le proprie ricerche.

Tecnologicamentis
TASCA

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