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Progetto Carcere Marassi Sez.Maschile - Performance Pedagogica

Locandina Performances

Performance Pedagogica: Schegge di memoria oltre confine
Casa Circondariale di Marassi Sez. Maschile (Genova)

Leggenda: Il sapere & l'agire di ogni persona riguardano testimonianze le quali inducono a metodi, sistemi, azioni vissute come evoluzioni positive o negative della vita trascorsa. In tal senso lo scopo è anche quello di favorire uno scambio di pratiche fra vari attori che partecipano alle varie fasi della Performance pedagogica. In questo senso, percepiamo la centralità cognitiva di ognuno di noi con azioni mirate alla centralità della persona destinataria dell'intervento nella sua globalità e peculiarità deve renderla protagonista attiva del suo percorso di reinserimento e non oggetto di assistenza considerando come punto fermo della nostra sperimentazione la consapevolezza che la maggior parte delle innovazioni non nascono dal niente ma spesso vengono adottate e adattate da contesti e campi di azione diversi rispetto al proprio bagaglio culturale che professionale.

Obiettivi: Avvicinare l'utenza carceraria al mondo della musica, educare all'ascolto, educare l'orecchio ad ascoltare avviando un processo socializzativo attraverso risorse per creare fiducia. Questo "mettersi in gioco" partecipando ad una manifestazione corale costituiscono una rete tra le reti con aspetti educativi e sociali sottesi all'appartenenza dal regime carcerario. Questi obbiettivi condivisi come umanità, crescita, scambio, fatica, soddisfazione, sperimentazione saranno ricordati da tutti i presenti come un memento di puro momento aggregativo.

Operatività progettuale: Oggi, la popolazione carceraria necessita sempre di più di progetti articolati, che consenta loro di recuperare capacità disperse, sviluppare le loro potenzialità accelerando il loro reinserimento sociale facendo diminuire il numero di rientri per recidiva di reato.
Per questo motivo l'integrazione tra "il dentro e il fuori" ha confermato la complessità e il valore sociale di queste sperimentazioni che veicolano un reale reinserimento sociale per un futuro migliore della popolazione carceraria.

La Ricerca-Azione: Diviene un insostituibile metodo di sperimentazione di nuovi modelli educativi aventi lo scopo di attuare cambiamenti positivi nel contesto abitativo in cui agiamo. In essa, pertanto, si può ravvisare una prospettiva poliedrica, dal momento che si propone non solo di cambiare gli strumenti di coloro che scommettono su tale metodo, ma anche di modificare la politica educativa e l'esito sociale dell'intero percorso formativo. Tale prospettiva, mediante la Ricerca-Azione, si basa sull'assunto che sia necessario vivere il tempo formativo creando esperienze educative centrate sulla persona che apprende, che è impegnata a coniugare la conoscenza e la riflessione sulla realtà con il bisogno di imparare e con il desiderio di apprendere, con la qualità formativa dei propri interessi, dei propri bisogni e dei propri progetti di reintegrazione sociale

Conclusioni: Il carcere appartiene alla città con tutti i suoi contrasti, i bisogni e i cambiamenti legati alla nostra epoca ed è il luogo dove la sofferenza e le contraddizioni sociali sono più visibili, acute e concentrate.
Attualmente rappresentano una vera emergenza alla quale, aldilà delle competenze, ogni istituzione è chiamata ad intervenire con rinnovato e incisivo impegno.
Appare urgente rinsaldare e ridefinire, alla luce dei nuovi processi sociali, il quadro delle garanzie dei diritti dei detenuti per garantire, con incisivi interventi di recupero sui soggetti devianti, un rinserimento in grado di riportare il detenuto ad appropriarsi della propria vita sociale.
Il carcere si è trasformato sempre di più in una grande scatola invalicabile sia per chi è all'interno e sia per chi è all' esterno delle mura. Le conseguenze sono note a tutti: i detenuti spesso non trovano una "cura" durante la permanenza in carcere e ritrovano le stesse difficoltà di inserimento nella società con conseguente reiterazione dei reati e una nuova detenzione a carico della società.

Ogni pedagogista svolge un ruolo di rieducatore cognitivo, emotivo, comportamentale. Sul piano personale può proporre nuovi saperi e nel contempo trasmettere, smuovere emozioni per divertire, infondendo quella serenità d'animo che porta i partecipanti a godere maggiormente di quanto vanno via via apprendendo. Tali aspettative comprendono non solo il codice dei comportamenti appropriati e pertinenti al contesto educativo dove essi operano, ma anche un luogo mentale dove un lungo elenco di bisogni, desideri, scopi, sentimenti, e atteggiamenti personali inespressi trovano dimora attraverso un percorso artistico-creativo. Per questo motivo, la nuova figura del pedagogista tecnologo, con l’aiuto dei nuovi mezzi tecnologici di comunicazione si trasforma da educatore a facilitatore/moderatore dell’apprendimento lasciando una maggior libertà cognitiva al gruppo.
La strategia di questo progetto è rivolta all’emersione di una sensibilità umana e artistica aventi lo scopo di aumentare il livello di autostima in ogni singolo partecipante, facendo “tirar fuori” le risorse, competenze, potenzialità, intervenendo in maniera finalizzata e organizzata sulla cultura individuale mirata ad un apprendimento consapevole. Attraverso questo percorso artistico/formativo i detenuti/attori potranno calarsi nella figura attoriale che più li rappresenti.

L’evoluzione del gruppo avverrà in maniera tra/sfor/mista dove il concetto di laboratorialità attuerà qu+ella sinergia tra i tradizionali saperi privilegiando l’apprendere in modo sinergico e dinamico. In generale, la pedagogia del progetto è una pratica educativa che coinvolge i partecipanti nel lavorare intorno ad un compito condiviso che abbia una sua rilevanza non solo all’interno dell’attività ricreativa, bensì anche fuori di essa (In & Out). In questo modo di essere e di pensare le suggestioni visive e testuali i protagonisti saranno stimolati ad acquisire significativamente abilità artistiche e conoscenze formative, unendo in modo sinergico interessi ed aspettative di un mondo artistico e pedagogico.

Il progetto fonderà “il senso pedagogico” tra tecnologia e lo spazio artistico. Il grande vantaggio di
questo approccio sta nel favorire l’interiorizzazione del senso di quello che si apprende, cioè del
fatto che conoscenze e abilità fatte proprie confluiscono al raggiungimento di uno scopo più vasto
rielaborando format che saranno presentati nella fase conoscitiva del progetto/rappresentazione.

Carcere di Marassi

Attori performanti dalla cella alla scena

Pensieri, sensazioni, frammenti di vita. Tutto vero, non finzione, quello che metteranno in scena i nove "attori performanti" del carcere di Marassi, martedì 20 alle 17 al Teatro dei Cappuccini. È la prima volta che i detenuti di un carcere realizzano una simile performance. L' idea è stata dell' associazione La Tortuga, presieduta da Alessandra Ferraro, con il supporto della direzione della Casa circondariale. Il progetto si chiama "Schegge di Memoria oltre confine", è iniziato a ottobre e ha coinvolto nove detenuti, quattro italiani e cinque stranieri. Che per due volte alla settimana si sono incontrati con una figura professionale inedita: il "Pedagogista Tecnologo". "La mia professione - spiega Leonardo Flamminio - consiste nell' utilizzare le tecnologie per permettere a questi attori performanti, che non voglio chiamare detenuti, di far giostrare i loro pensieri. I nove, dai 23 ai 65 anni, hanno guardato durante gli incontri delle immagini che scorrevano con PowerPoint: noi non abbiamo dato una direzione, non c' era niente di imposto. Sono stati loro a far venire fuori i pensieri, a inserirli in una performance. Alla fine, si sono aiutati l' uno con l' altro. E i loro ricordi, le loro emozioni, sono usciti fuori". Le "schegge" che arriveranno al pubblico toccheranno temi come l' infanzia, la necessità di emigrare dal proprio paese, il razzismo, la scelta dell' attività criminale, la solitudine. "L' obiettivo era quello di favorire l' integrazione tra i partecipanti, avviare una comunicazione" tra gli stessi attori e il pubblico presente.


Carcere Marassi
Carcere Marassi


| flamminio@libero.it

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