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dall'essere sapienti all'essere agenti


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Tecnologica-mentis - Pedagogia e Tecnologie nella T.A.S.C.A. Ediz. Franco Angeli

Il nuovo Sapere


La divulgazione del sapere attraverso la rete, la possibilità di interagire con il multimediale cambiano e ampliano in maniera reticolare sinergie e simmetrie riferite ai nuovi contesti formativi.
L'acronimo T.A.S.C.A. (Territorio, Ambiente, Società, Contesto, Ambito) si origina dalla riflessione e dalla consapevolezza sempre più definita che l'uomo vive in una piccolissima parte di mondo, parte di un universo più ampio, ricco di molteplici credenze, culture, tradizioni. All'origine di questa consapevolezza vi è l'entrata nel mondo moderno e post moderno, l'avvento della globalizzazione, la diffusione delle TIC, la possibilità di definire il mondo un "villaggio globale", all'interno del quale regna la comunicazione virtuale e a distanza. Tutto questo ha reso chiaro il concetto di Cosmopolitismo, che già nel corso della storia ha trovato terreno fertile per attivare continue trasformazioni che si intrecciano con la T.A.S.C.A.: l'uomo percepisce, agisce facendo ruotare attorno al suo modo di vivere le sue scelte, le sue azioni, le sue relazioni trasformandolo continuamente.
Considerando questa nuova metodologia comunicativa di relazione, si offre una chiara e nuova chiave di lettura per far capire come nel nostro quotidiano si impone la ridefinizione della trasmissione del sapere e del suo agire, dall'essere sapienti all'essere agenti,dalla sua teoria alla sua manualità.
Entra così nello scenario didattico-educativo la figura del pedagogista-tecnologo il quale progetta, implementa, valuta l'intero processo di apprendimento e di insegnamento in termini focalizzando specifici obiettivi nei contesti didattici attuali, confrontandosi nel campo dell'apprendimento e della comunicazione umana. La nuova figura pone l'accento sull'importanza dell'educare in modo attivo, eliminando l'apprendimento passivo di un tempo, lasciando spaziare il lettore/discente in una sua tras-form-azione sempre più dinamica.
Nella nuova realtà comunicazionale concetti, conoscenze, metodologie fondono assieme elementi formativi che vanno ad integrarsi e a fornire stimoli di vita quotidiana, coinvolgendo l'educazione, non solo alla trasmissione di utili informazioni, ma alla sviluppo nell'individuo di competenze/esperienze nel quotidiano.
Questa caratteristica deve essere presa in considerazione anche in campo educativo/famigliare, dove è possibile favorire la percezione, l'analisi e la comprensione dei cambiamenti da parte di una "società aggressiva" a livello comunicativo, al fine di diventare cittadini consapevoli e responsabili nei confronti di sé e della stessa comunità.
Nella network society cresce il valore delle comunità; alla monotonia e alla standardizzazione dell'era industriale tende a sostituirsi un tessuto di relazioni e di collaborazioni, dove ogni membro di una comunità deve arricchire se stesso con uno scambio continuo di relazioni.
Il nostro modo di vivere, di pensare, di comportarsi sono cambiati, si sono evoluti, ed è per questo motivo il cittadino deve considerarsi fruitore di una T.A.S.C.A. ( Territorio,Società,Contesto,Ambito) che faciliti ed integri gli attori di oggi a 360°, qualsiasi sia la sua età anagrafica, riducendo sensibilmente il Digital Divide che circonda l'attuale momento di transizione comunicativo.
Capire la rete, saperla usare bene, navigarla con padronanza e abilità significa oggi ritrovare le radici della natura umana che si sta evolvendo in modo naturale... con l'internet, la rivoluzione è stata grande. Gli spazi di dialogo sono infiniti, ognuno di noi ne può creare a volontà. C'è una possibilità tutta nuova di coltivare la diversità, di scoprire culture diverse, e al tempo stesso ricercare interessi comuni che superano i confini e le distanze in una T.A.S.C.A. senza confini.

Contro il digital divide: Competenze in cambio di esperienze
(i giovani sanno navigare, gli anziani sanno dove andare).

Siamo certi che gli anziani sono l'anello debole delle dinamiche sociale ed economiche? Siamo certi che sono improduttivi e, soprattutto lontano dalla necessità di conoscenza, di informazione, di comunicazione? Chi l'ha detto che gli anziani sono sempre molto lontani dalle nuove tecnologie? Chi l'ha detto che non possono avvalersi della possibilità di informarsi, in modo semplice, via internet? Proprio per venire incontro alle esigenze degli over-60 questo progetto è stata ideata per avvicinare gli over 60 al mondo delle nuove tecnologie, dei media e della comunicazione su internet. A questo scopo le lezioni saranno focalizzate sui temi della terza età e il loro inserimento nella rete. Paradossalmente, sono quelli più affamati di conoscenza culturale dove curiosità, voglia di autonomia siano le prerogative di nuove strategie.... Gli anziani sanno quello che vogliono, sono esigenti, attenti, hanno voglia di vivere e hanno tanto tempo a disposizione.
Dunque possiamo ben affermare che non esistono più giustificazioni valide per escludere una porzione di popolazione che sta facendo emergere nuovi scenari di mercato, tutti da esplorare e sperimentare. Anche la Liguria soffre il "digital divide".
L'idea base del progetto è di permettere alle persone mature di imparare ad usare il computer, di navigare in rete. In questo modo avranno la possibilità di stringere legami e amicizie in luoghi vicini a casa, che diventeranno centri di aggregazione e socializzazione inserendoli nella nuova tipologia territoriale.: rivitalizzare il territorio e stimolare l'incontro tra generazioni diverse aumentando così la coesione sociale. La T.A.S.C.A. (Territorio, Ambiente, Società, Contesto, Ambito) è il tessuto connettivo tra il mondo sociale e i meccanismi educativi/formativi: chi non comunica non esiste nella società dell'informazione, quindi per esistere bisogna saper comunicare, bisogna saper conoscere per trarre insegnamento dal passato, scandagliare il presente per anticipare, costruire, gestire il futuro della comunicazione. Questo i ciclo di lezioni (n7 lezioni di cui n.4 teoriche e n.3 di laboratorio informatico) si svilupperanno seguendo modalità di insegnamento non tradizionale ma usando nella sfera pedagogica dell'insegnamento i mezzi tecnologici ormai necessari nell'era del terzo millennio: scandagliare gli spazi tradizionalmente legati all'apprendimento ampliando a dismisura i possibili ambienti educativi con la rete per favorire il passaggio tra lo "Spazio Sapiente al Mezzo Agente".
Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione stanno mutando in modo sempre più rapido e incisivo la società: l'evoluzione e il cambiamento interessano non solo gli strumenti e le tecniche di comunicazione ma anche la struttura economica e produttiva dei paesi più industrializzati e le forme in cui essa si esprime. L'innovazione tecnologica avvia il passaggio dalla "società dell'informazione" caratterizzata da un'informazione di massa ad una "società della conoscenza" che sollecita la partecipazione cognitiva di ogni suo membro ed in cui l'accesso è permesso dal patrimonio di conoscenze e competenze posseduto. Le risorse umane sono dunque, più che mai, elemento cardine delle nuove organizzazioni e il lavoro delle persone diviene progressivamente più complesso, basato sull'interazione con sistemi tecnologici che richiedono capacità e conoscenze: Sapere, Saper Fare, Saper Essere. I nuovi metodi d'insegnamento innescati dalla nascita di nuovi mezzi di comunicazione multimediali affrontano la profonda trasformazione dell'attuale modello di formazione prospettata dall'utilizzo di queste nuove tecnologie multimediali e di internet.
Migliorare al qualità dell'apprendimento, agevolando, allo stesso tempo, l'accesso a risorse e servizi, nonché gli scambi e la collaborazione a distanza condizionano le nostre vite, anche l'educazione non si può sottrarre alla nuova identità del digitale, ma attenzione...non bisogna abbandonare a se stessi le generazioni passate, calpestando per un fattore mediatico le identità di uomini che non sono stati abituati alla ferrea legge del web e non sono stati inseriti alla nuova l'alfabetizzazione informatica.
Quindi non solo computer ma anche e soprattutto Internet con le sue innumerevoli risorse, la possibilità di scambiare informazioni con altre persone senza necessariamente incontrarsi, l'opportunità di colloquiare e chiedere collaborazione anche ad altri enti, istituti o aziende per iniziare quella comunicazione personale, formale, istituzionale che durerà per tutto l'arco della vita.. Mi sembra sbagliato deprecare ogni novità tecnologica in nome dei valori umanistici in pericolo; una società più avanzata tecnologicamente potrà essere più ricca di stimoli, di scelte, di possibilità, di strumenti diversi, senza creare quel "Digital Divide"che potrebbe drasticamente penalizzare l'integrazione sociale di tutta la popolazione.

Copertina

La mia formazione


Potendo riflettere su eventuali ambiti di ricerca di cui mi potrei occupare, tenendo ben presente l'offerta così ampia di approfondimenti in materia di indagine e le tematiche del suddetto corso, mi piacerebbe addentrarmi tra l'oggetto comunicazione e le pratiche di vita quotidiana sdoppiando il mio campo di ricerca su nuove figure professionali che attuino una sinergia tra la "media education"e i nuovi linguaggi che gravitano nel "in & out" della rete approfondendo la loro usabilità e il loro "know-how".
Questa modalità di ricerca si relazionerebbe con i miei studi in corso d'opera, dove la nuova figura del Pedagogista Tecnologo viaggia parallelamente con la continua de-formazione del territorio e le sue componentistiche (T.A.S.C.A.) innescando relazioni continue tra società, cultura, persona.
Progettare una solida unione tra passato e presente, ricercare il nostro raccontare di ieri in un raccontare di oggi coinvolgendoci in relazioni dove la storia può essere parte integrante con la rete di domani ci porta a considerare le molteplici forme del comunicare rendendoci facilitatori, moderatori, mediatori di questo nuovo linguaggio che sinergicamente si incunea nel nostro live.
Queste variabili si connettono tra loro attraverso l'utilizzo della rete che permette la comunicazione a distanza, per creare una sorta di "melting-pot" di idee, punti di vista, territori e di gruppi di persone. Internet, la rete delle reti, ha mostrato le sue enormi potenzialità nella trasmissione dei saperi e, nel contempo, la sua capacità di espansione, su vari piani, dell'esperienza individuale. Le esperienze singolari possono essere valorizzate solo se si insegna la consapevolezza dell'interconnessione e della necessaria complementarità dei molteplici percorsi individuali, in questo modo la rete guarda i cittadini come nodi di una rete internazionale che supera i vincoli imposti normalmente dal tempo e dallo spazio, pur mantenendo il loro essere e, quindi, il loro patrimonio, fatto di tradizioni e cultura che contribuiscono a definire sia le identità individuali che quelle collettive. L'individuo si apre a un mondo più ampio e variegato del proprio locale, fatto di stili di vita e di modi di pensare ed agire che, sempre più spesso, vengono riportati nel proprio mondo di vita quotidiana. Nonostante i confini territoriale siano ormai ben definiti, l'ambiente è in continua trasformazione ed è sempre più un ambiente multiculturale, dove molte culture si incontrano e si intrecciano influenzandosi l'una con l'altra. L'età moderna, oggi ridefinita planetaria, è caratterizzata da un intreccio continuo fra creazione e distruzione: da un lato la nascita di nuovi legami, l'interesse per le diverse culture e il riconoscimento della loro profondità, dall'altro la pretesa di alcune culture forti di prevalere sulle altre, spingendo verso l'omogeneizzazione. La prospettiva apocalittica vede nella globalizzazione, favorita dalle nuove TIC, una situazione che manipola le coscienze, che veicola e sostiene il pensiero unico, che trasforma il mondo in una situazione virtuale e valorizza le dimensioni monoculturali, al contrario, sul piano educativo, viene vista come un'opportunità di interconnessione. Quindi nella nuova realtà comunicazionale concetti, conoscenze, metodologie fondono assieme elementi formativi che vanno ad integrarsi e a fornire stimoli di vita quotidiana, coinvolgendo l'educazione, non solo alla trasmissione di utili informazioni, ma allo sviluppo nell'individuo di competenze /esperienze nel quotidiano.
Vorrei ancora prendere in considerazione il significato della parola globalizzazione nell'attuale deformazione (intesa come continua trasformazione) sociale ? Ulrich Beck in un suo saggio offre una bozza di definizione presentando la globalizzazione come "l'evidente perdita di confini dell'agire quotidiano nelle diverse dimensioni dell'economia, dell'informazione, dell'ecologia, della tecnica, dei conflitti transculturali e della società civile […] difficile da afferrare, ma che trasforma radicalmente la vita quotidiana, con una forza ben percepibile, costringendo tutti ad adeguarsi, a trovare identità e risposte" .
Questa caratteristica deve essere presa in considerazione anche in campo di una new company, dove è possibile favorire la percezione, l'analisi e la comprensione dei cambiamenti da parte di una "società aggressiva" a livello comunicativo, al fine di diventare cittadini consapevoli e responsabili nei confronti di sé e della comunità in cui si interagisce: nella live society cresce il valore delle comunità; e il tessuto di relazioni e di collaborazioni cresce a dismisura, arricchendo scambi continui di relazioni.
Il nostro modo di vivere, di pensare, di comportarsi sono cambiati, si sono evoluti, ed è per questo motivo il cittadino deve considerarsi fruitore di una T.A.S.C.A che faciliti ed integri gli attori di oggi a 360°, qualsiasi sia la sua età anagrafica, riducendo sensibilmente l'attuale momento di transizione comunicativo che oggi ci circonda sfruttando ciò che si percepisce: capire la rete, saperla usare bene, navigarla con padronanza e abilità significa oggi ritrovare le radici della natura umana che si sta evolvendo in modo naturale attraverso la rete, attraverso l'internet fornendo la possibilità tutta nuova di coltivare la diversità, di scoprire culture diverse, e al tempo stesso ricercare interessi comuni che superano i confini e le distanze in una T.A.S.C.A. globalizzata senza confini.
Sicuramente oggi il significato della parola comunicazione è cambiato moltissimo grazie alla diffusione di nuovi strumenti e tecniche; precedentemente nel corso di secoli si era passati dalle comunicazioni orali da persona a persona e da generazione a generazione all'invenzione della scrittura, del carattere stampato, del telefono fisso e mobile, del computer e internet portando l'uomo in un mondo inedito, virtuale dove si iniziano a creare nuovi percorsi di socializzazione che si accavallano alla vita pubblica reale: quello che notiamo di più parlando di comunicazione e del suo effetto sociale/mediatico e che tutto quello che oggi ci "attraversa" attua una more direct communication and artificial rispetto a quella del passato eludendo quel fattore di esperienza condivisa e umanizzata che forse, anche se inconsciamente ci tranquillizzava di più.
Approfondire la parola "comunicazione" significa analizzare molteplici aree tematiche: dalla gestione delle attività di comunicazione alle nuove frontiere della comunicazione pubblica come i nuovi ruoli di internet nell'elaborazione, nelle trasmissioni, alle strategie lavorative. Nell'attuale società bisogna rispondere all'esigenza di integrare i percorsi formativi e professionali del personale impegnato nelle attività di comunicazione pubblica e istituzionale al fine di migliorare l'efficacia e l'efficienza di ogni attore coinvolto in questo strategico ruolo comunicazionale. Tutti cambiamenti che formano e indirizzano a macroprocessi che ci riconducono a spirali comunicazionali del passato, del presente, della nostra quotidianità.
Non basta solamente teorizzare, ma si ha bisogno di nuovi processi, di prodotti, di ideazioni di stili che confluiscano delle pratiche di vita quotidiana sempre più "pregiata e performante dove si incontrano una smisurata quantità di teste pensanti": modernità, post-modernità, società, metropoli, industria culturale, nuovi e vecchi media, nuovi e vecchi linguaggi rappresentano quel passo obbligato per far interagire società aperte e multietniche dove sempre più spesso siamo chiamati a interagire e a lavorare con persone che utilizzano mezzi tecnologici sempre più sofisticati.
La società, quindi, sta diventando sempre più multiculturale e globale; le differenze legate alla diversità di razza, cultura, religione ma anche status economico e sociale che fino a qualche anno fa erano viste come "svantaggio" diventano ricchezza e pertanto anche l'educazione e la formazione devono essere rivolte alla valorizzazione che caratterizza la società post-industriale. I contesti formativi oggi sono più che mai coinvolti nel processo di trasformazione messo in atto dalla introduzione delle nuove tecnologie basate sul computer.
Essa infatti deve formare gli individui affinché siano in grado di affrontare ciò che la società in continua evoluzione offre loro. Sono molti i fattori che influenzano i momenti comunicativi e di conseguenza i momenti cognitivi dell'individuo inserito in un contesto sociale.
I media generalisti come la televisione, il cinema, la radio, in grado di raggiungere un pubblico vasto ed eterogeneo sono stati affiancati, integrati da quelle tecnologie come il cellulare, la TV digitale, Internet, che garantiscono e offrono un potere mediatico fortissimo fornendo continui rielaborazioni e raccordi dei messaggi legati indissolubilmente da qualcosa di personale, indipendente da ogni elemento visibilmente esteriore come la classe sociale, la religione, la ricchezza, il sesso, l'intelligenza: questo legame peculiare, nel nostro caso, va inteso come la metafora di un linguaggio sempre più ricercato e persuasivo tra i gli attori presenti.
Il processo comunicativo ha una natura irreversibile, vale a dire che nei rapporti interpersonali, le persone coinvolte si influenzano reciprocamente con il personale cambiamento e le TIC:

Con il Cambiamento
Alla nervosità del giorno d'oggi deve venire contrapposta la sicurezza che deriva dal ritmo con cui si svolge la vita sociale di ogni individuo affinché la tecnologia non venga trascurata ma coltivata mediante insegnamenti mirati che siano veicolo e strumento per la crescita civile ed economica della società, le cui idee e le iniziative influenzano la cultura sociale attuando sinergie attraverso:

1- Il linguaggio, il suo apprendimento e la sua comprensione;
2- Il linguaggio e il rapporto/interscambio con mente e conoscenza;
3- La circolarità che percepisce una società, la sua cultura e il modo di vivere e di essere dei cittadino;
4- La comunicazione e le relazioni che determinano il nostro "live.


Con le TIC
Il mondo è caratterizzato da rapidi mutamenti, una crescente globalizzazione e una maggiore complessità in termini di relazioni economiche socio-culturali. La velocità di tali mutamenti si rispecchia nel contesto in cui vanno inserite le riflessioni sui futuri obiettivi sociali ed economici i quali si basano su canali informativi, organizzativi e comunicazionali determinando una manualità sempre maggiore di ogni attore sociale. Il legame che corre tra l'uso delle tecnologie, i media e il web, nel live odierno è molto forte e questa azione sinergica rende l'approccio multimediale composto da immagini, testi, suoni, video in un nuovo modo di fare comunicazione determinato da:

1-Teorie e metodi che facciano confluire la formazione di ieri con il "training" odierno;
2-Tenere ben presente la progettazione di ambienti digitali di apprendimento per una società in continua tras_form_azione.

Le trasformazioni della storia impongono un rimodellamento delle strategie didattiche in un nuovo contesto di insegnamento/apprendimento dove il fattore T.A.S.C.A. impone una nuova visione di tutte le metodologie che riguardano il passaggio ad una nuova sapienza che deve muoversi dinamicamente e dialetticamente con l'essere agente e quindi con la pratica.
Personalmente, ho cercato di rimodellare una metodologia didattica, facendo cadere il modello tradizionale di fare lezione. Tutti i partecipanti della lezione e del seminario dovevano essere completamente e attivamente partecipi alle attività causando, di conseguenza, la rottura del tradizionale rapporto docente/discente trasformandosi mediatore e facilitatore per i discenti attuando una metodologia formativa ed educativa insieme ai suoi alunni a 360°, imparando l'uno dall'altro. Durante l'attività seminariale di Storia della Pedagogia e dell'Educazione ho elaborato un nuovo metodo che ci può essere d'aiuto quando affrontiamo un problema, un tema o un argomento di carattere pedagogico-educativo, ovvero una formula così impostata:

T.A.S.C.A.= infinite S x (24 / 24) / 360° = in & out

Questa formula ci permette di addentrarci nella T.A.S.C.A., ovvero nel mondo e nella realtà che ci circondano, e di applicare ad essa una serie di azioni (scrutare, scavare, scandagliare, setacciare, separare, sminuzzare, sgranellare, sbriciolare, soppesare, sviscerare, soffermarsi, ecc.), che se eseguite 24 ore su 24 e applicate ad un livello completo che raggruppa la totalità di quello che stiamo affrontando (360°), ci permettono di avvicinarci al tema preso in esame non solo da un punto di vista tradizionale (in= all'interno della classe universitaria), ma anche da un punto di vista innovativo e più completo (out= fuori dalla classe, andando a toccare con mano le situazioni).
Oggi, è fondamentale utilizzare le nuove metodologie, che ci propone la realtà, per affrontare le problematiche in maniera più approfondita, attivando la formula in modo completo e veritiero ed è importante, inoltre, l'esperienza concreta che ci immerge nella T.A.S.C.A. e nei suoi elementi ambientali e sociali in cui il processo di apprendimento si inserisce.
Un apprendimento che, portando le persone alla conoscenza di ciò che le circonda, le rende coscienti della realtà in cui vivono portandole a combattere contro ciò che le ingabbia. La pedagogia ha il compito di diffondere i diritti dell'uomo, il valore dell'uguaglianza, di formare nuove mentalità e coscienze e di formare un soggetto attivo e critico in grado di adattarsi continuamente ai mutamenti della società dell'informazione e della conoscenza attuale. L'introduzione di internet porta, nella sfera didattica ad un ripensamento della formazione e dell'integrazione degli obiettivi educativi in base alle nuove abilità. Il pedagogista, come l'educatore, deve aiutare il discente ad aiutare se stesso, nel farlo agente del suo stesso recupero, ed ho ripreso questa citazione per ricordare che l'educatore deve essere flessibile e deve orientare i suoi obiettivi in base alla realtà quotidiana che sta vivendo in un preciso momento, in quanto la tecnologia ha rivoluzionato le modalità di interagire e ha dato vita a nuovi bisogni da soddisfare, richiedendo una nuova figura professionale ed educativa: il pedagogista tecnologo. Questa figura sottolinea la necessità di utilizzare le TIC in un corso di storia della Pedagogia e dell'Educazione, proprio perché l'universo delle reti ha ormai superato il muro del tempo e della storia, dando vita a viaggi di scoperta nei quali la comunicazione storica in rete offre l'opportunità di accedere agevolmente a tutta la memoria del mondo. Il web, con i suoi contenuti, dà occasioni di rapportarsi con gli altri, grazie alla possibilità di usare i blog come una sorta di diario in cui esprimere i propri pensieri e di dialogare con se stessi e con gli altri trasformando il modo di trasmettere e apprendere nuove informazione e competenze. Il pedagogista tecnologo deve far sì che la scuola, e non solo, prenda coscienza del tempo, sempre più multiculturale, verso il quale la società dell'informazione è proiettata, e che l'educazione deve essere apertura, deve condurre il soggetto verso l'aperto, verso l'autonomia e verso un tempo che sta oltre il presente. L'educare in modo attivo, eliminando l'apprendimento passivo di un tempo, grazie anche all'ausilio delle tecnologie, che lascia spaziare ancora di più le sorprendenti vedute guidate da una via autenticamente nuova, permette al discente di acquisire criticamente le numerose informazioni che il docente e il web mettono a disposizione. Abbiamo una grande capacità e possibilità di comunicare tutto, perciò dobbiamo fare attuare nuove strategie educative, per un'educazione non solo del singolo ma anche sociale, attraverso un coinvolgimento a 360° usufruendo delle lezioni in e out.
Durante l'attività seminariale la classe/gruppo ha usato la tecnologia come strumento didattico utilizzando il forum on-line, attivando nel sopracitato corso, come mezzo di scambio di riflessioni, idee e di studio collettivo.
Il forum è uno strumento di comunicazione asincrono, a differenza della chat che è uno strumento sincrono, in quanto i messaggi vengono scritti e letti anche in momenti diversi, che permette di rimanere sempre aggiornati su quanto accaduto a lezione, nel caso in cui non si fosse stati presenti e di costruire e decostruire il proprio pensiero leggendo e valutando le idee altrui.
In questo modo l'apprendimento diventa dinamico perché, grazie all'ausilio delle TIC, permette una relazione costruttiva tra docente e discente, fondata sullo scambio reciproco di idee e conoscenza.
Il ribaltamento dello schema verticale consueto docente/discente fa sì che l'esperienza educativa sia reciproca e circolare, in quanto nessuno educa nessuno e ciascuno si educa a partire dall'altro, perlustrando itinerari critici e problematizzanti che sfuggano alle tentazioni estreme dell'educazione autoritaria o dell'autoeducazione priva di riferimenti e orientamenti di fondo. La comunicazione di contenuti teorici e testimonianze individuali diviene, quindi, prolusione a un'esperienza dialogica ed elaborativa in cui ciascuno, con pari dignità ed opportunità, contribuisce con materiali, idee ed esperienze personali.
In ultima analisi, come proponeva il filosofo Maritain in anni pre-informatici, l'uomo moderno facilmente si accontenta di manipolare le cose senza preoccuparsi di comprenderle perché il rapporto con esse non è accompagnato da un costante desiderio di conoscenza. Oggi, la tecnologia è considerata come una inarrestabile e illimitata offerta di risposte che portano allo smarrimento dell'uomo, vittima di una progressiva frantumazione dell'io che è alla base del principale paradosso delle società a tecnologia avanzata: mentre crescono gli strumenti di dominio sulla natura, che dovrebbero rendere l'uomo sempre più difeso e sicuro, crescono parimenti l'insicurezza e paure.
Tuttavia non ritengo di poter trarre delle conclusioni facendomi così condizionare da vantaggi o svantaggi in un momento di crescita, in quanto tutto conduce ad una grande quantità e qualità di stimoli, di approfondimenti, di momenti di riflessione che implicano una sempre maggior coscienza, formando e deformando continuamente la nostra ottica di interscambio.
In definitiva si dovrà affermare che le potenzialità degli strumenti adottati per questo progetto sono subordinati ad azioni a 360° che attuano strategie e metodologie tali da poter generare riflessioni di valore.
Come sempre gli strumenti non rappresentano in sé un valore assoluto, ma possono, se utilizzati nelle condizioni ottimali, consentire al raggiungimento di alti livelli qualitativi, permettendo una migliore interiorizzazione dei gruppi nelle aree di intervento e di pratica.



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